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I casinò Trump riemergono dalla bancarotta

Il giudice di un tribunale fallimentare, questa settimana, ha deliberato in merito ai progetti di uscita dalla bancarotta della Trump Entertainment e dei suoi tre casinò di Atlantic City. Donald Trump e un gruppo di creditori in possesso di obbligazioni della società sono stati preferiti dal giudice rispetto ad un’offerta fatta da Carl Icahn che ha proposto di barattare l’ipoteca da $486 milioni, che detiene sulla società, in cambio della proprietà della stessa.

Ma al prezzo in contanti di $225 milioni il controllo della società tornerà a chi le ha dato il nome. Una coalizione formata da Trump, sua figlia Ivanka e gli obbligazionisti guidati da Avenue Capital Group riprenderanno le redini dell’attività alla fine di quest’anno.

Trump Entertainment ha ancora debiti per $334 milioni, una cifra comunque lontanissima da quei $1,8 miliardi che avevano portato il gestore di casinò alla bancarotta. Il piano di Icahn avrebbe eliminato i debiti della società, ma avrebbe anche lasciato gli obbligazionisti a mani vuote.

L’accordo raggiunto potrebbe significare il recupero del progetto di vendita del Trump Marina Casino. Infatti l’idea di vendere il casinò resort a Coastal Marina ed il progetto di cambiargli nome ed immagine facendolo diventare un resort Jimmy Buffett Margaritaville, era stato abbandonato durante la recente recessione economica, ed il valore della proprietà era crollato prima che si potesse concludere l’affare.

Trump ha sottolineato che ridurre il debito è la chiave per evitare alla società una quarta bancarotta. “Questa volta, abbiamo davvero tagliato il debito,” ha detto Donald. “Abbiamo ridotto il debito ad un livello veramente basso, e ora abbiamo la società è in una buona condizione finanziaria.”

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